2020 The Red Zone Diary

Un diario di chi, quei giorni, era perso in se stesso. Progetto realizzato in autoscatto, con la gentile collaborazione di Leonardo Gaist. 

Realizzato a sufficiente distanziamento sociale: Venezia e Roma, ognuno a casa sua.

Giorno #001

Giorno # 001
Lo hanno firmato. È ufficiale.
Forse non ti perdonerò mai. Non perdonerò mai che tu non sia partito il giorno prima.
Ti avevo supplicato con gli artigli delle lacrime conficate nelle corde vocali:
“Vieni stasera”.
Ma tu domani avevi da fare.
Ora stiamo leggendo e non capiamo più nulla.
“Il mancato rispetto delle disposizioni del decreto è punito ai sensi dell’articolo…”
Un colpo secco violento ha sospeso per un mese il “a domani”.
C’è solo la paralisi del #nonsocomemisento e #cosanesaràdinoi nei prossimi tempi.
Nella disperazione, la speranza che si possano infrangere le regole, che si possa evadere dalla zona rossa.
Ci ha colto impreparati:
confusione, panico, insicurezza, paura, titubanti e diffidenti il senso di queste parole e le notizie dei telegiornali.
Ora è troppo tardi per partire.
Strappalo pure!… quel maledetto biglietto di treno.
Resta dove sei.
Resto dove sono.
Restiamo sviscerati, divisi in due schermi freddi e sordi al sentire umano.
07.03.2020